domenica 1 settembre 2019

BAGNO DI GONG RIVAROLO CANAVESE

BAGNO DI GONG 9 NOVEMBRE ORE 19,30 A RIVAROLO CANAVESE PRESSO ACCADEMIA DI YOGA HIMALAYA
LIBERA LE TUE EMOZIONI
PER INFO 327 7482922

sabato 11 agosto 2018

LA MENTE : IL MIGLIOR AMICO O PEGGIOR NEMICO

CONTROLLARE LA MENTE

Miglior amico o peggior nemico?

La mente può essere il miglior amico o può diventare il peggiore dei nemici se non si controlla. Può essere la causa di tante patologie e portare sino all’autodistruzione.
Ma può essere anche strumento di elevazione spirituale e di felicità.


martedì 7 agosto 2018

Corso di yoga in provincia Torino

LA RICERCA DELLA FELICITA'

La ricerca della felicità





La  felicità è ciò che l'uomo aspira. Ma che cos'è la felicità? Possiamo essere felici se alla nascita segue la morte, se alla giovinezza segue la vecchiaia, se alla salute si contrappone la malattia, se al freddo si contrappone il caldo,se al buono il cattivo. Come possiamo illuderci di potere ottenere la così tanto cercata felicità, in un'esistenza dove predomina la legge del più forte e di selezione naturale? Come possiamo illuderci di cercare la felicità in un'esistenza difficile e piena di stenti ed d'ingiustizie?

C'e una connessione tra il piacere e la felicità?  Sono il piacere e la felicità una cosa sola? Se godo di un qualcosa, quindi se ho piacere di qualcosa sono anche felice? La felicità  a cui si aspira è eterna o temporanea? Uno mi risponderebbe immdiatamente eterna, ma qui sta la non completa comprensione! Può qualcosa che non è eterno darci una felicità eterna? La risposta immediata sarebbe no!
Quindi in un mondo dove ciò che nasce e destinato a morire sembrerebbe che la felicità non esiste, possiamo trovare un benessere temporaneo, un piacere che è destinato prima o poi a finire ma no la felicità.
Quindi ci può essere nella nostra esistenza  una felicità eterna?Che cos'è, infine, questo piacere? Cos'è che spinge l'uomo (o comunque tutte le entità viventi) alla ricerca del piacere? Cos'è che istintivamente ci porta a scartare ciò che ci provocare dolore e a prendere ciò che ci da felicità?

Possiamo ritenere dalle definizioni di piacere e felicità che i due sono correlati tra di loro.
E' il senso della felicità una condizione assoluta? E' il piacere una condizione assoluta?Ciò che per me è uno stato positivo lo è anche per un altro? Ciò che per me è un piacere lo è anche per un altro?
La soddisfazione di una condizione di un desiderio provoca felicità?.
Ma se i miei desideri non sono eterni ed assoluti non sarò mai sazio nel soddisfare i miei desideri, quindi non sarò mai felice perchè avrò sempre nuovi e poi nuovi desideri!

Come fare allora ad essere veramente felici? Il piacere aiuta ad essere felici, se l'uomo istintamente ricerca il piacere, perchè non trovare un piacere eterno piuttosto che piaceri effimeri che hanno una durata temporanea? Ma se i piaceri sono temporanei e il loro effetti  positivi dopo un pò finiscono perchè ci ostiniamo nel ricercarli?  La conseguenza a cui si perviene sarà uno stato alternato  fatto di felicità ed infelicità, felicità ed infelicità ecc... Come si può andare avanti in questo modo? Qual è il meccanismo che bisogna attivare per non essere succubi di questi piaceri transitori che poi alla fine non si rivelano proprio dei piaceri nel lungo periodo? E' il soddisfare dei desideri che ci aiuta ad uscire da questa situazione?

Se la felicità arriva con la soddisfazione di tutti i desideri, siamo in grado di soddisfare tutti i desideri? E se non riusciamo a soddisfarli tutti?
La chiave potrebbe essere non essere attaccati al piacere e ai desideri, ma allora questa ricerca di felicità, questa ricerca del piacere deve avere una fine, perchè la ricerca del piacere e della felicità ci sarà sempre e poi sempre nelle entità viventi!
  Sarà l'attaccamento per la gratificazione dei sensi che provoca sofferenza? Quindi il problema della ricerca del piacere e della felicità sta nel gestire i sensi ? I sensi sono mai soddisfatti? Cosa sono i sensi?

 I sensi ci permettono di percepire degli elementi esterni! Sono quinidi un veicolo!
Quindi che cos'è che si attacca alla gratificazione dei sensi?
Io credo che sia la mente, la quale riceve le  informazioni attraverso gli organi di senso. Quindi la mente ricerca il piacere?




Bisogna soddisfare le esigenze della mente? Noi siamo la mente? perchè se si basta soddisfarla!
Per essere felici bisogna essere assoluti, quindi anche la mente deve essere assoluta per tutti, cioè essere il comune denominatore per tutti gli esseri; è proprio così' o c'è qualcosa al di sopra della mente, qualcosa di superiore?

Si può controllare la mente?Se si può, vuol dire che c'e' qualcosa di superiore alla mente? c'è chi dice con l'intelligenza si controlla la mente?

Possiamo controllare la mente con l'intelligenza? Quindi dobbiamo ricercare la felicità per soddisfare l'intelligenza? C'è qualcosa superiore all'intelligenza?

L'attaccamento al voler essere  felici è sintomo di infelicità? La mia prima risposta sarebbe no! Ma che cosa e' la vera felicità? Come si riconosce? Qual è lo stato di essere felici?

La base per condurre una vita serena e felice è quella di accontentarsi di ciò che si è e si ha, cosa non facile da mettere in pratica, ma che aprirebbe le porte per domande più profonde sull'origine e la verità dell'esistenza, aiutandoci, così,  nell' l'introspezione e quindi  alla propria evoluzione.

La mente umana, l'uomo, le pontezialità umane non sono ancora chiare agli scienziati, sono tutt'ora ancora sotto studio e con ancora molte domande. Cos'è quella scintilla, energia che distingue un corpo vivo da uno morto, da un essere vivente da un non vivente?

Definizione di yoga
Il termine yoga lo si riscontra già nel più antico dei Veda, il Ṛgveda, con il significato di "unire", "attaccare", "imbrigliare".
Altri termini sanscriti simili sono yuj (verbo) con il significato di "unire" o "legare", "aggiogare"; yúj (aggettivo) "aggiogato", "unito a", "trainato da"; yugá (sostantivo) ossia il giogo che si fissa sul collo dei buoi per attaccarli all’aratro. Da Wikipedia

Unire a cosa? A cosa dobbiamo unirci?  Cos'è quella cosa assoluta a cui il processo dello yoga dice di attaccarsi?



Gli yogi hanno una risposta a tutto ciò: bisogna studiare quell'energia che tutto crea e tutto distrugge che rende l'uomo divino. Ed è questa secondo gli yogi l'unica fonte di felicità eterna. Non dobbiamo cercare la felicità all'esterno, perche' la felicità eterna è già nell'uomo e  solo che lo stesso non ha l'occhio per vederla, perchè preso nel ricercare la stessa nei piaceri della vita esteriore, nella soddisfazione dei desideri e nella gratificazione dei sensi.
Si dice che vale più un giorno di pratica che mille anni sui libri! La pratica ci permette di ricercare empiricamente se un determinato processo funziona o comunque di vedere quali effetti produce. Una volta avviata la ricerca, tutto ciò che si è letto o acquisito per sentito dire su un determinato argomento diventa più chiaro e nitido.
Lo stesso vale per gli yogi i quali entrano in contatto con i più nascosti meandri del corpo umano, sperimentando diverse situazioni al di sopra delle comune percezioni. I loro studio li porta a stati al di fuori del comune, toccando con loro stessi questa cossidetta unione dello yoga, questa unione universale, in sanscrito definita Sat-Chi-Ananda uno stato pieno di gioia, beatitudine e conoscenza assoluti ed eterni.
Quindi si potrebbe dire che la vera felicità sta nell'ottenere lo stato di Sat-Chi-Ananda!
Come ottenerlo?
I rishi (i saggi) ci dicono che con umiltà, pratica (qualsiasi processo yoga), costanza, determinazione è possibile raggiungere l'unione eterna. I saggi ci dicono che noi siamo già felici ed eterni, ma non lo percepiamo  perchè il nostro cuore è coperto da tante impurità che possono essere, però, eliminate attraverso il processo di purificazione della pratica yoga.

 Krishnaprem das (Andrea Grima)

Coltiviamo la nostra spiritualità



La vera ricchezza è quella che i parenti non possono rivendicare, il ladro non può rubare e con la distribuzione aumenta... Questa è la tua saggezza, la tua spiritualità.
(Canakya-Niti Sastra)